Florence + the M_ music & dance

comment 1
visionaries





Ogni volta riesco a ritornare a Cavalese mi riapproprio dei luoghi che amo di più, ma ritorno anche in contatto con uno strano strumento…la televisione. Ne rimango completamente ipnotizzata, continuo a passare da un canale all’altro senza riuscire a decidere cosa guardare bombardata da informazioni visive. Esco tra le mie montagne, ma al ritorno la strana scatola chiama, si accende sempre sul famoso canale musicale e da lì i miei occhi non si staccano più. Ne faccio indigestione segnandomi tutto ciò che attrae la mia curiosità per portarmi ad approfondire. Ho già parlato abbondantemente di quanto i video musicali ormai siano diventati vera e propria arte, ne studio il montaggio, la narrazione, l’immagine, l’uso delle luci e tutti gli aspetti tecnici che a volte mi distraggono dal puro godere dell’emozione.

Al mio ultimo viaggio a Casa ho annotato sul mio taccuino “Florence + the Machine utimi singoli”. I video visti uno di seguito all’altro mi hanno travolta forse per una serie di coincidenze per le quali contengono tematiche visive ed emotive presenti in questo mio periodo. Il tema del doppio, dello sdoppiamento in lotta, contrapposizione e ricerca morbosa delle parti che animano e muovono una donna.
Non voglio parlare di aspetti legati al testo o alla musica, ma al puro messaggio visivo.

Parte dell’album How Big How Blue How Beautiful i video (e le canzoni) rientrano in The Odyssey della quale rappresentano il capitolo 1, 2, 3, 4 e 5.
Florence Welch è una personalità forte, folle e intensa, diretta ti pugnala, ogni suo gesto, suo sguardo risulta pulito, centrato e ne fa una meravigliosa performer che canta sicuramente, ma parla e comunica soprattutto con il corpo.
I video diretti da Vincent Haycock sono connessi, capitoli dello stesso racconto. Regista che esprime la sua visione attraverso un codice tra il reale e l’immaginario propone un mondo concreto che mescola visioni spaesanti, profondamente intimistiche ed emotive.
Mi sorprendo poi per come tutto ciò che piace si leghi, il coreografo di questi è Ryan Heffington altro nome appuntato da tempo sul mio quadernone.
Coreografo californiano della mia generazione, conosciuto per gli ultimi stupendi video di Sia, è artista eclettico per il quale il pubblico è sempre il terzo protagonista di ogni lavoro. Egli ama miscelare, sviscerare, performance, spettacolo, musica, danza, l’impatto di corpi, gesti, esplorando la presenza fisica.

Mescolando i nomi di questi tre artisti che uniscono musica, regia e teatro-danza nasce un prodotto che parla più lingue e che può sembrare un semplice video musicale, che può passare davanti agli occhi con superficialità, ma in realtà unisce, arte e sensibilità in un codice in cui sono riconoscibili influssi, contaminazioni e storie di intimità.

1 commento

  1. Pingback: il cerchio si chiude_ music & dance – roberta segata_ blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...